Si è conclusa la seconda edizione della Festa delle Narrazioni Popolari, che dal 22 al 25 agosto ha animato Civitaretenga trasformando il borgo e il Convento di Sant’Antonio in un intenso crocevia di storie, culture e relazioni.
Quattro giorni densi e partecipati, vissuti con la sensazione – condivisa da organizzatori e pubblico – di un tempo sospeso: volato via rapidamente e, allo stesso tempo, capace di riempirsi come fosse durato settimane.
Un borgo che diventa spazio di incontro
Durante la manifestazione, il Convento di Sant’Antonio si è trasformato in un luogo vivo di confronto e creatività, accogliendo un pubblico numeroso e variegato, arrivato non solo dai paesi limitrofi ma anche da regioni più lontane.
Un’affluenza che ha superato le aspettative e che ha confermato il desiderio diffuso di esperienze culturali autentiche, capaci di unire racconto, ascolto e presenza fisica in un’epoca dominata dalla mediazione digitale.
Il “Paese dei Francobolli”: l’arte come identità del luogo
Uno degli elementi più significativi di questa edizione è stato il consolidamento del progetto “Paese dei Francobolli”, che sta trasformando Civitaretenga in una galleria d’arte a cielo aperto.
Con l’aggiunta di due nuovi murales, il borgo si arricchisce di grandi “francobolli murari”: opere che non hanno solo una funzione estetica, ma che raccontano visivamente la storia, la cultura e l’identità del territorio. Il progetto si sta affermando come simbolo di un modo possibile di integrare arte contemporanea e memoria collettiva, diventando un’attrazione capace di richiamare visitatori e curiosi.
Un successo che va oltre i numeri
Il successo della Festa delle Narrazioni Popolari non si misura solo nei numeri, ma soprattutto nell’impatto qualitativo generato sui partecipanti. Letteratura, musica, arte visiva, tradizioni orali, cinema e degustazioni hanno costruito un programma capace di parlare a pubblici diversi, confermando la forza universale del linguaggio narrativo.
Artisti, autori e musicisti hanno dato vita a un dialogo continuo tra passato e presente, dimostrando come le radici culturali possano essere strumenti vivi per interpretare la contemporaneità e immaginare il futuro.
Narrazioni come motore della vita collettiva
La Festa, diretta e organizzata dalla rivista TerraNullius in collaborazione con la Cooperativa di Comunità Oro Rosso di Navelli, con il patrocinio del Comune di Navelli, ha ribadito una visione chiara: la cultura non come intrattenimento episodico, ma come motore di sviluppo, relazione e consapevolezza.
Come ricordano gli organizzatori, la Festa delle Narrazioni Popolari è molto più di un evento culturale. È la dimostrazione concreta che, anche oggi, esiste un forte bisogno di storie raccontate dal vivo, di esperienze radicate nei luoghi e nelle comunità, capaci di generare senso e appartenenza.
Non turismo mordi e fuggi, ma narrazioni come fondamento della vita collettiva.
Un percorso che continua
La seconda edizione della Festa delle Narrazioni Popolari lascia un segno tangibile nel territorio e apre la strada a nuovi sviluppi futuri. Civitaretenga si conferma così come uno spazio di sperimentazione culturale, dove arte, comunità e paesaggio dialogano in modo profondo e duraturo.
La Cooperativa Oro Rosso, accanto all’accoglienza nel Convento di Sant’Antonio e alla valorizzazione delle produzioni locali, continua a sostenere iniziative culturali capaci di rafforzare l’identità del territorio e la qualità delle relazioni che lo abitano.




