Scopri Civitaretenga, un piccolo borgo dell’altopiano di Navelli che conserva un’identità autentica, fatta di pietra, silenzi e memoria.
A circa 850 metri di altitudine, affacciato sulla piana dello zafferano, Civitaretenga è uno di quei luoghi che non si attraversano per caso: si scoprono lentamente, passo dopo passo.
Con la Cooperativa di Comunità Oro Rosso di Navelli potrai entrare davvero dentro questo borgo, attraverso una visita guidata che unisce storia, racconti e vita quotidiana.
Cosa vedrai durante la visita
Il Ghetto ebraico (via e piazza Guidea)
Uno dei luoghi più affascinanti del borgo è l’antico quartiere ebraico, sviluppato intorno al XIV secolo.
Qui, tra passaggi coperti, archi in pietra e vicoli stretti, si nasconde la storia di una piccola comunità legata al commercio e alla lavorazione di prodotti come lana e zafferano.
Ancora oggi si leggono i segni di quel passato:
portali lavorati, architravi sovrapposti, simboli religiosi come il cristogramma IHS che raccontano il passaggio da una comunità all’altra.
È una parte di Civitaretenga sospesa nel tempo, fragile ma potentissima dal punto di vista narrativo.
Chiesa di Sant’Egidio
Tra le più antiche del territorio, la chiesa di Sant’Egidio ha un impianto semplice ma ricco di storia.
All’interno si trovano affreschi trecenteschi con il Cristo Pantocratore, ma anche segni incisi direttamente sulle pitture: testimonianze di eventi drammatici come la peste del Quattrocento.
Un luogo essenziale, ma capace di raccontare secoli di vita.
Convento e Chiesa di Sant’Antonio da Padova
A pochi passi dal borgo si trova uno dei luoghi simbolo del territorio: il Convento di Sant’Antonio.
Oggi questo spazio è tornato a vivere grazie alla Cooperativa Oro Rosso:
qui si trovano l’Ostello sul Tratturo, spazi culturali e il laboratorio legato allo zafferano.
Durante la visita potrai scoprire:
- il chiostro con gli affreschi
- la storia dei frati e del convento
- il ruolo attuale del luogo nella rigenerazione del territorio
È il punto in cui passato e presente si incontrano davvero.
Chiesa della Madonna dell’Arco
Ai piedi del borgo, lungo l’antica via di collegamento tra L’Aquila e Popoli, si trova la chiesa della Madonna dell’Arco.
Secondo la tradizione nasce da un’immagine sacra dipinta da un viandante e legata a eventi considerati miracolosi.
Qui si svolge ancora oggi uno dei riti più particolari del territorio: il “tiro dello squadro”, in cui i giovani tracciano nei campi la scritta “Viva Maria SS”, un gesto che unisce fede, tradizione e paesaggio.




